Bene, bene, ora che cominciamo finalmente ad orientarci in queste magnifiche e abbacinanti lande albioniche possiamo finalmente dedicarci al primo serio reportage sulle condizioni di vita dei vostri eroi. Come vi sarà facile capire le due località si somigliano molto…
Prime notizie dal profondo nord
York 3-10-2010
Allora prima di tutto si sbaglia chi pensa che in Inghilterra piove praticamente tutti i giorni! Non è assolutamente vero! Infatti non piove praticamente tutti i giorni, piove TUTTI i giorni…E questo mi dà il la per un piccolo excursus sociologico-antropologico. In questi primi giorni mi sono infatti accorto che gli inglesi vengono trattati chimicamente poco dopo la nascita. Penso che in particolare venga loro iniettato sotto pelle un composto simile al Gore-Tex che li rende totalmente impermeabili a qualsiasi condizione atmosferica che va dal fottutissimo drizzle (fastidiosa pioggerellina, praticamente una costante in questi primi giorni) al più consistente heavy rain (che quando arriva ti fa pensare che alla fine il drizzle non è poi così male…). I simpatici abitanti locali dunque non usano mai e poi mai l’ombrello, forse considerato un segno di debolezza. Per mimetizzarmi con la comunità indigena mi sono comprato un bel basco di lana che userò per coprirmi la testa per non usare l’ombrello, se non quando è necessario. In queste zone infatti vivono ancora parecchi vichinghi, i cui drakar sono visibili sul fiume nelle notti di nebbia, e pare che questi simpatici scandinavi non siano molto amichevoli con gli stranieri! Per farvi capire in che posto sono capitato un mio coinquilino mi ha detto prima che tra le diverse societies studentesche dell’università c’è anche la viking society…che non abbiamo ben capito di cosa si occupi, forse di razziare il sud dello Yorkshire o la ricca Leeds…
Questi vichinghi sono particolarmente violenti con gli stranieri, come vi ho detto prima. Questa mattina per esempio mi hanno preparato un agguato al mercato. Hanno infatti teso tra due bancarelle un telo. Voi penserete che lo abbiano fatto in modo che l’acqua (ovviamente stava piovendo) non disturbasse gli acquirenti mentre passavano da una bancarella all’altra. E invece no. Ingannato dall’apparenza sono passato sotto e….zack!!!!E’ scattata la trappola. Un indigeno, nascosto da qualche parte, ha fatto scattare una leva e il telo, colmo di diversi litri di pioggia, ha ceduto di schianto mentre passavo sotto! Con mia grande gioia…Ora capite perché è meglio confondersi tra la folla!
Un altro stratagemma per confondere lo straniero è legato alle monete, la cui dimensione non è in alcun modo collegata col valore della moneta.
Ma ovviamente lo stratagemma risolutivo è un altro. I miserabili fingono di parlare uno strano idioma, molto simile all’inglese, ostinandosi a non voler parlare la lingua di Dante, cosa che trovo veramente immorale. Dovrò dunque adattarmi anche a questa incivile pratica.
Domani comincerò i corsi, quindi avrò succose novità per quel giorno.
Saluti dallo Yorkshire
Tesco imperat, Asda puppa.
In diretta da Southampton (Hampshire, Regno Unito)
Signore e signori,
il sole splende su Southampton!! Eh già, questo articolo non può non iniziare così, visto che i signori del meteo ci hanno promesso uno dei week end più soleggiati nella storia di questa ridente cittadina. La gente è elettrizzata, i fiori hanno ricominciato a sbocciare e tutti sono in preda alla fatidica domanda: cosa si fa in queste occasioni?? Sì, perché a quanto a quanto pare da queste parti il business delle creme e degli occhiali da sole non è particolarmente fiorente, tant’è che la popolazione si muove disorientata e radente ai muri alla ricerca delle poche zone di ombra che si profilano per la strada. Qui in casa, per quanto ci riguarda, siamo arrivati addirittura a montare delle tende, non so se vi rendete conto!! Comunque state tranquilli, nella prossima puntata verrete messi al corrente delle più svariate risposte che i Sotoniani avranno trovato, ora invece verrete abbondantemente tediati con quanto è successo finora, quando il tempo era decisamente più British!
Diciamo pure che il primo impatto con la città (pur essendo in realtà già il secondo…) è stato abbastanza forte. Vi immaginate un bambino che esplora per la prima volta un posto che non conosce? Bene, questa innocente creatura crederà a tutto quello che gli racconterete su quel luogo meraviglioso, e ogni volta che vedrà qualcosa di nuovo farà (come tutti ben sappiamo) “Ooooooh!”. Ecco, nel mio caso è stato leggermente diverso: primo perché mi rifiutavo di credere a tutto ciò che mi veniva raccontato, secondo perché di fronte a tutto ciò che di nuovo mi veniva proposto il massimo di entusiasmo che credo abbia provato sia stato un “Ah…”. Scherzi a parte, penso che potrei descrivere Southampton con due semplici frasi: “Senza dubbio alcuno non è la città più bella che abbia mai visto” “Ciononostante sembra che ci si possa vivere molto bene”. Stupiti, eh? Però è così, a distanza di giorni comincia ad assumere un contorno più familiare ed amichevole, e, se non entusiasta, posso dirmi almeno contento di essere finito qui.
Ma bando ai sentimentalismi, vossignori son qui per gli spettacolari e succulenti racconti con cui cercherete di riempire le vostre miserabili vite, quindi cominciamo pure!
Mi sembra d’obbligo iniziare a parlare di lei, la madre di tutti gli studenti fuori sede, colei che per loro ha sempre in serbo qualcosa con cui confortarli: mamma Ikea. Ebbene sì, sembra che la mamma sia la stessa dovunque si vada, e quindi è a lei che mi sono affidato per plasmare a mia immagine e somiglianza la mia nuova stanza. Così, come cerimonia di iniziazione a questa nuova vita, ho passato 4-5 giorni a pascolare fra i suoi scaffali, recandomici più volte al giorno e facendomi amico di più o meno tutti i commessi che ci lavorano. Con al mio fianco il nobile Lawrence (uno dei coinquilini di cui forse saprete di più nelle prossime puntate) abbiamo praticamente ricatalogato tutti i tipi di tavoli, sedie e poltrone, abbiamo scoperto con amarezza che anche all’Ikea possono finire gli articoli e quindi ci siamo trovati a riricatalogare tutto il reparto “ufficio”. Dopodiché abbiamo rubato con meravigliosa disinvoltura un carrello per portarci direttamente a casa tutti i nostri nuovi meravigliosi acquisti, li abbiamo montati (anche se da qui in poi forse dovrei passare esclusivamente alla prima persona singolare…), abbiamo scoperto che richiedevano avanzatissimi mezzi tecnologici con cui essere assemblati (tipo non so, il cacciavite), e abbiamo in seguito scoperto che non ne eravamo forniti. Abbiamo utilizzato chiavi e penne USB in loro vece, abbiamo rotto e riparato pezzi dall’equilibrio precario, ci siamo sentiti brutalmente richiamare a colpi di scopa sul soffitto dai nuovi vicini (meravigliosa strategia per presentarsi…) perché fra una cosa e l’altra si erano fatte le 11:30 (pm, ovviamente…), e, soprattutto, abbiamo trovato un errore nelle istruzioni Ikea!! Mmmh, non penso di poter riuscire a descrivere la sottile e gratificante goduria mentre inquadrato come uno dei soliti clienti sbadati che non sanno leggere le istruzioni stringevo in realtà il cappio intorno al collo del povero tecnico, fino a che, stretto nell’angolo, ha dovuto ammetterlo: c’era un errore. Certo, forse tutto ciò non passerà alla mitologia visto che il passo successivo è stato lui che diceva “Pazienza, o così o niente”, ma la truculenta soddisfazione non verrà cancellata.
Detto ciò, e dopo una serie di brutali e poco ortodossi sforzi nel trapanare un muro molto coriaceo per poter installare una seconda (e forse ultima) tenda, mi potevo dire felicemente sistemato. A quel punto il passo successivo era chiaro, se non ovvio: scoprire tutti gli sconfinati vantaggi che il mio status di studente poteva garantirmi in queste lande! Ed è a questo punto che la vostra esacerbata invidia raggiungerà le vette più elevate! Già, perché in Inghilterra, o se non altro qui e nei dintorni, l’essere studenti conferisce un’aura mitologica da semi-dio. Sconti (VERI sconti, tipo del 50%), offerte (VERE offerte, tipo compra la coca e ti regaliamo il panino e il dessert), promozioni (VERE promozioni, tipo compra tutto quello che vuoi all’Ikea e la consegna a domicilio costa solo 5£)… insomma un vero e proprio trionfo (nel quale, ovviamente, io sguazzo senza ritegno alcuno). Addirittura vengono organizzate fiere completamente riservate agli studenti e progettate in modo che le imprese locali possano offrirci con ordine caramelle e gadget per potersi garantire uno spazio nel nostro cuore. Però non pensiate che questi eventi vengano vissuti con uno stile impeccabilmente british dai loro frequentatori: già dall’alba, infatti, nugoli di studenti cominciano a girovagare ansiosi per il campus. A un’ora prestabilita dal bioritmo presente in tutti loro, poi, scatta la corsa per essere i primi della fila, e in pochi secondi uno sciame debordante, seppur ordinato, costituisce il corpo principale della coda, lungo almeno un 500m. Da quel momento ai nuovi arrivati non resta che rassegnarsi, e aspettare eternamente quando verrà loro consentito l’ingresso. A meno che non siate italiani… che cerchiate, ovviamente, di non aspettare più di un’ora sotto l’acqua… che non tentiate di sedurre la ragazza all’entrata che regola il flusso… che non falliate… che non ritorniate quindi 10 minuti più tardi per provare a sedurre, questa volta, un addetto alla sicurezza… che, inaspettatamente, ci riusciate… bene, a meno che questo non si verifichi, aspetterete rassegnati la vostra oretta!
Detto ciò, per non vedermi costretto a sfinirvi con un altro paio di pagine di racconto, custodirò gelosamente alcuni succulenti aneddoti per il prossimo episodio, ma nel frattempo vi lancio lì alcune brevi riflessioni germogliate in me in questi ultimi giorni. Sia mai che possano dare un senso e una svolta inaspettati alle vostre vite!
- Gli inglesi hanno le branchie. Già, sembra assurdo, ma vi esibirò ora le prove inconfutabili che non potranno quindi esimervi dal trarre questa mia stessa conclusione. Ora, se in Italia piove è atteggiamento comune dotarsi di un ombrello. Se poi, assieme alla pioggia, si rendesse manifesta anche una forte presenza di vento l’evoluzione naturale ci ha fatto sviluppare l’avanzata e ambitissima tecnologia dell’impermeabile per proteggerci dalla furia di madre natura. Qui Inghilterra, invece, le persone, probabilmente disorientate per le difficoltà nell’identificare l’effetto preponderante nei fenomeni atmosferici, non fanno altro che comportarsi come se nulla fosse. Lo sviluppo delle branchie, quindi, è dimostrato. (per coloro che non ritenessero sufficientemente scientifica questa dimostrazione rimandiamo al celebre Teorema dei due polli di F. de Luca)
- Se mai doveste dimenticarvi il dopo-barba vi sconsiglio fortemente di andarlo a rimpiazzare cercandolo in un supermercato (specie se di basso livello). Questa vostra scelta sconsiderata, infatti, potrebbe rendervi proprietari di un liquido misterioso originario degli Emirati Arabi Uniti, sulla cui bontà non posso ancora esprimermi, ma sulle cui caratteristiche di ottimo topi- batteri- microbi- spermi- insetti- cida posso garantire senza remore.
- Se tuttavia percepite come incompleta la vostra vita a causa della mancata comprensione dell’utilità di quell’oscuro oggetto di plastica che avete rinvenuto nella confezione del vostro Ipod sappiate che finalmente la risposta è stata trovata. Essendomi comprato infatti un meraviglioso stereo con attacco per Ipod (al fine di evitare incomprensioni sulla vera natura di questo oggetto vi dirò che l’ho pagato ben 27£!) ho scoperto che quel pezzo (ora noto come “dock”) sia in realtà fondamentale per far sì che l’Ipod in questione (o Iphone) non faccia leva sull’attacco andando così a rovinarlo nel tempo. Meravigliatevi.
Hasta pronto,
Fede
20 luglio 2011 at 4:49 pm
a quando la seconda parte?????
27 luglio 2011 at 11:02 am
Sono già uscite sia la seconda che la terza parte!