Buongiorno a tutti!!
Nonostante l’estate, nonostante le vacanze, nonostante il torpore che mollemente comincia ad avvolgere ogni cosa, questo blog non si concede tregue nella sua missione divulgatoria di questa inintelleggibile cultura, e quindi eccoci qua, con il nostro abituale appuntamento mensile.
Nonostante le vacanze perche` si`, per la prima volta dal mio arrivo in terra ventosa, ho avuto delle vacanze dalla lunghezza maggiore di un giorno!! Gia`, forse ora a voi non sembrera` una gran cosa, ma mentre voi vi spupazzavate 25 Aprile, 1 Maggio, 13 Giugno ma soprattutto Pasqua (e chissa` quante altre ne ho dimenticate…!), qui no, nada, rien, nothing, sempre al lavoro senza pause, con l’unica eccezione di un fantomatico Memorial day (day, quindi solo 1) che ora non saprei nemmeno collocare nel calendario. E, tanto per citare una delle tante qualita` dei nostri amati cuginoni americani, vi faccio notare che qui tutte le vacanze durante l’anno sono di 1 giorno, ma non solo, oltre al danno la beffa: con l’eccezione del Natale e del 4 Luglio (e non sono sicuro sul Thanksgiving Day) gli altri giorni vengono appositamente e regolarmente spostati al lunedi` o alla domenica piu` vicini in modo che la gente non si faccia traviare dalla folle idea di fare un ponte!!!
In ogni caso vacanze furono, e quindi eccomi la`, armato dei miei 5 giorni di vacanza (che pero` con annessi e connessi diventarono 9), a scarrozzare per le praterie dell’Alaska insieme ai miei. E chiariamoci, scorrazzare per l’Alaska significa scorrazzare in mezzo a sconfinate praterie di pinetti neroverdi malinconici, sempre all’erta per scoprire immensi ghiacciai che possono nascondersi dietro ogni curva e soprattutto sempre pronti a scorgere animali delle piu` svariate specie.
Ecco, parliamo di questo: sempre pronti a scorgere animali si`, ma per buona parte del viaggio i nostri sogni sono incappati solo in qualche coniglio dalle dubbie origini selvatiche e nelle renne (o caribu) di Babbo Natale, dalle origini selvatiche forse risalenti a una decina di generazioni passate. (non chiedetemi perche` si siano portati in queste terre desolate Babbo Natale, per quanto mi riguarda il suo quartiere generale resta saldamente a Rovaniemi, in Finlandia).
Giusto perche` so che molti di voi se lo stanno chiedendo, vi daro` ora una notizia che vi lascera` alquanto perplessi: se, una volta visto Into the wild di Sean Penn, usciste dal cinema dubbiosi sul fatto che si possa effettivamente trovare un pulmino nel mezzo del bosco alaskano, sappiate che e` proprio cosi`. I boschi alaskani, quantomeno nelle prossimita` della strada, straripano di rottami, da ruspe a camionette, da van a, appunto, pulmini della scuola.
Per il resto, se nelle vostre intenzioni ci fosse quella di passare per queste lande, state comunque preparati a vedere tutti gli animali dei fumetti, dagli orsi agli alci, dalle balene ai leoni marini, dai cacciatori di ostriche (convertitisi alle cozze per mancanza di materia prima [Ps: stiamo parlando di un uccello]) alle pulcinelle di mare [ancora un uccello...] (si` lo so che prima avevo detto che non ne abbiamo visti, ma questi rientrano nelle escursioni programmate, non nel viaggio spericolato in mezzo al nulla!!), a vedervi ghiacciai dai colori incantatori, ma dai rumori molto, ma mooolto, meno romantici, a vedervi da un momento all’altro tutti gli alberi che vi circondano passare dal neroverde-malinconico al carbonizzato, perche` pare che da queste parti le basi militari e i poligoni di tiro dell’esercito siano piu` frequenti delle marmotte, a vedere rare perle come il villaggio di Valdez, ridente centro culturale che da` direttamente sul Pacifico {dove consiglio caldamente almeno un pernottamento [questo villaggio, infatti, nella sua storia vanta solo catastrofi mentre nel suo presente vanta... vanta... non vanta assolutamente nulla! Vi dico solo che per cena ci siamo dovuti accomodare all’interno di un container, dove poteva, a mio parere, starci quasi tutta la popolazione locale...]}.
Prima di chiudere il capitolo riguardante il secondo piu` giovane stato americano una menzione al valore la merita la United AirLines: questi quattro pezzenti hanno osato, violando ogni diritto umano, farmi stare in un aereo per ben sei ore e mezza (si`, anch’io credevo che l’Alaska fosse piu` vicina a Chicago…) senza darmi NULLA da mangiare!!! Onta e vergogna cadano su di loro e sui loro discendenti!!
Ma ora basta parlare dei bei tempi andati, la dura vita quotidiana non lascia spazio alle romanticherie, e allora veniamo ai nostri consueti “risi e bisi” della vita made in Chicago.
Per prima cosa mi sembra doveroso nei vostri confronti rendervi coscienti del fatto che quel mitico luogo che ormai mi ero abituato a chiamare casa non esiste piu`. Eh gia`, dopo 3 mesi e mezzo di pacifica convivenza (gatto escluso), l’estate ha segnato il divorzio di uno dei trii piu` collaudati del jet-set. Nonostante il cordiale sorriso stampato sulle labbra dei miei vecchi commilitoni alla mia partenza mi venne addirittura negato il desiderio di un’ultima lavatrice e venni anche mobbato nel tentativo di estorcermi quanto piu` potevano (ovviamente anche oltre i loro diritti). Purtroppo per loro avevano di fronte uno statistico che, almeno coi numeri, ci dovrebbe saper fare. Per questo motivo, spinto da questa inaspettata reazione alla mia partenza (per altro preavvisata ben 3 giorni prima) cito in causa anni bisestili e calende, rotazioni e rivoluzioni, parsec e supernove, e me ne esco per l’ultima volta trionfante e sogghignante, con un buono uscita di 50$. Il trasloco e` qualcosa di titanico, ma piu` a pensarlo che a effettuarlo: infatti, con l’aiuto di un’Audi A6 nuova fiammante (o almeno cosi` mi parve) i 7 block che separano partenza ed arrivo neanche si sentono.
Non nascondo, pero`, che l’arrivo nel mio nuovo nido e` stato leggermente traumatico: abituato ai vizi della mia precedente reggia il salto di qualita` (se non altro giustificato anche nella differenza di prezzo) e` stato notevole.
Alla mia prima accurata ispezione erano sfuggiti piu` particolari… Le mancanza piu` gravi sono un tavolo e almeno una sedia in cucina, e un armadio o una tinozza o anche solo un pianale dove stivare posate e pentolame. Al di la` di quello, e di un bagno dal meccanismo anteguerra, l’unico altro problema e` stato trovarmi di fronte a delle lenzuola, generosamente lasciatemi dalla ragazza che mi subaffitta la stanza, che avevano il piccolo difetto di essere ben lontane dalle dimensioni effettive del letto!!
Ora comunque, grazie anche a una mia serie di stravolgenti innovazioni tecnologiche (spugne, canovacci e, soprattutto, lampadine), si potrebbe quasi definire accogliente.
Tuttavia in questo travagliato periodo in cui ero occupato sul fronte domestico ho dovuto fronteggiare anche un massiccio attacco alla mia postazione al lavoro. Forse irragionevolemente spinto dal fatto che non ci sto mai (la mia postazione non-ufficiale [ma ormai ufficiosa], infatti, e` molto piu` tattica: nella sala dei biliardi e vicino a bagno e, soprattutto, alla mensa!) trovai piu` volte imboscato sotto la targhetta che recita il mio nome un benemerito sconosciuto…
Sacrilegio!!! Armato di croce, pallottole d’argento e una traccia di aglio cileno a tracolla, mi sono immediatamente attivato per cacciare l’eretico che tentava di accampare per aria le piu` svariate scuse (su tutte quella che non sembravo aver bisogno del mio tavolo… pfff, ingenuo!!). Cosi`, una volta riportata la vittoria, posso ora finalmente concedermi il piacere di vedere la mia scrivania finalmente vuota ogni mattina, come e` giusto che sia.
Un evento che e` stato solamente citato alla lontana nella descrizione dell’ultima missione completata, ma che merita sicuramente di essere celebrato un po` piu` degnamente, e` Taste of Chicago. Questa fiera del cibo dalla durata di 3 settimane (siiiiiii, 21 giorni!!!) ha piu` volte riscaldato il cuore del vostro inviato, che si e` selvaggiamente scagliato su qualsiasi cosa avesse un nome di cui lui non ricordasse l’esistenza: fu cosi` che non si contarono nemmeno piu` i panini al manzo portoricani, gli stinchi di maiale polacchi, i gyros grechi, oltre, ovviamente, a una [over]dose (mortale per i piu`) di gelato.
Inoltre, fra le cose simpatiche di questa fiera, i milioni di stand pubblicitari che regalano le cianfrusaglie piu` inutili che abbia mai visto, fra i quali, comunque, spiccava quello dell’esercito, che aveva allestito una specie di percorso di guerra al fine del quale ti venivano consegnate le medagliette tipiche dell’esercito americano con il tuo nome e cognome [ovviamente, per avere il diritto a fare il percorso, dovevate rispondere ad un questionario, la cui ultima domanda suonava tipo “Spiegaci, in 500000 parole, perche` non ti sei ancora arruolato nell’esercito”].
Ma un’altra cosa ancora piu` simpatica degli stand e` stato il concerto di due ore e mezza di Stevie Wonder, completamente gratuito e sempre immerso nelle tende da pic-nic / campeggio americane.
Un’ultima nota prima di lasciarci: da qualche giorno sono ufficialmente parte del sistema America. Posso infatti stra-tiracchiarmela con una nuova e fiammante Carta d’Identita` dello Stato dell’Illinois!!
Potrete chiedervi quante pratiche, attese e milioni di documenti mi siano serviti… allora, tempo totale richiesto: 37 minuti, documenti richiesti: Social Security Number (quella specie di codice fiscale), Passaporto e una lettera con su stampato sopra il mio indirizzo (banca, bolletta della luce, pubblicita`, tutto fa brodo…), soldi richiesti (perche` qui senza di quelli non va neanche la fontanella del parco…): $20.
Ecco quanto, questo mi sta riservando l’estate, ma al prossimo resoconto mensile avro` un altro viaggio di cui parlarvi: da Chicago a San Francisco in compagnia di due prodi compari!!
Statemi bene,
Fede
1 Agosto 2008 at 10:00 am
Caro Fede,
abbiamo letto le tue ultime avventure. Come sempre sei molto spiritoso. Cami è rimasta scioccata a sentire del tuo nuovo appartamento e vorrebbe venire una settimana a tirarlo un po’ su. E non è detto che non riusciamo a realizzare il piano.
Bella la descrizione del viaggio in Alaska.
Siamo rimaste entrambe stupite della velocità con cui hai ricevuto la carta di identità.
Neanche da dire che ci manchi moltissimo.
Ti auguriamo che il prossimo viaggio che farai con Nico e Michele sia bello e interessante. Aspettiamo ovviamente il resoconto.
Un bacione dalla Cami
e un abbraccio forte dalla mamma
17 Agosto 2008 at 5:40 pm
interessante questo blog :)
19 Agosto 2008 at 11:50 am
Grazie!