Ebbene si`, l’inarrestabile marcia di adempimento delle missioni continua, ed eccovi la sua ultima celebre vittima: come dal titolo, la missione N. 3, ovvero Imparare a cucinare i muffin, e a NON mangiarli subito.
Come penso immaginerete la seconda parte della missione e` quella che piu` si e` rivelata problematica, ma andiamo con ordine.
All’alba (cioe` verso l’una…) di Sabato 17 Maggio eccomi entrare pieno di buona volonta` nell’International House, eremo del mio mentore, la californiana Peggy.
Le mie speranze di un ruolo piu` che altro da osservatore annuente e da giudice del controllo qualita` sul prodotto finito vengono subito stroncate: Peggy, infatti, nonostante l’ingrato compito della mia supervisione, ha deciso di dedicarsi alla preparazione del resto del pranzo, quindi a me tocca sbrigarmela da solo, a tu per tu con un ambiente a me ostile (in questa occasione…) e con solo un pezzo di carta da seguire biblicamente.
Dopo aver trascorso una decina di minuti dentro ad un’enorme cella frigorifero alla disperata ricerca di una maledettissima coppia di uova, eccomi che, infreddolito, mi accingo a dare inizio alle danze.
Da questo momento in poi e` tutto un turbinio di burro, farina, uova, zucchero, cioccolato, scorze d’arancia, lievito, bicarbonato di sodio, panna, succo d’arancio e chissa` quanti altri ingredienti entrati per sbaglio nella ricetta e che potremmo col senno di poi definire “segreti”.
Il momento della messa in forno segna un passo nella storia: ormai stremato dall’infinita alternanza di delicatezza e fermezza, precisione e grossolaneria, ma soprattutto dalla lotta con lo sbattitore (che vide, in fin dei conti, come vera vittima la finestra della cucina, ora amabilmente decorata…), cerco di convincere Peggy che se mi mangiassi parte dell’”impasto” sul momento non sarebbe una violazione delle regole, in quanto non ancora definibile come muffin, ma che anzi potremmo quasi interpretarlo come un eccessivo scrupolo, al fine di evitare di riempire il forno con un prodotto che poi potrebbe rivelarsi insoddisfacente. Nonostante questo sfoggio di aulica retorica il mio guru non si dimostra facilmente impressionabile, e in questo caso di dimostra carnefice, concedendomi solamente i fondi rimasti sulla terrina… (che tuttavia non sono andati sprecati!)
Il resto ormai e` scritto: la prima truppa di puffi marroni se ne esce gagliarda dal forno alle due e mezza (ebbene si`, ho voluto fare le cose per bene e prendermi i miei tempi!!), la seconda alle due e cinquanta. Il loro martirio, invece, onde evitare incomprensioni con i massoni che escogitarono le 10 missioni, non ha inizio che alle tre e un quarto.
Ovviamente questi venticinque minuti di attesa non sono stati facili, ma non staro` qui ad annoiarvi con tutti i trabocchetti escogitati da Peggy e da altri volenterosi per tenermi lontano dai suddetti puffi.
Alla fine della storia, penso che per essere un’opera prima i frutti di questa giornata abbiano sorpreso un po` tutti: avevano quasi un aspetto professionale, e il gusto poi… il gusto…!!!
Se non fosse che per cucinare una ventina di palle da tennis al cioccolato ci ho impiegato quasi piu` di due ore potrei anche pensare di rifarli!
Ecco quanto, beccatevi questa carrellata di foto e alla prossima, ne abbiamo ancora sette sulla lista!





23 Maggio 2008 at 7:36 am
Gnum gnum! sembrano proprio buoni!!! Bravo Beck! Ora è tempo di missione numero 6,no??
:o) Saludos
23 Maggio 2008 at 10:33 am
Non saprei, diciamo che al momento la temperatura qui e` ancora attorno ai 10 gradi, quindi forse meglio aspettare ancora un po`, no?!
Ma prima o poi arrivera` anche quella, senza dubbi!