Salve a tutti!!
Un altro mese, o quasi, se ne e` andato, e allora rieccoci qua, nell’arduo tentativo di avvicinare questi nostri mondi piu` di quanto possano fare documentari, giornali o canzoni di autori ben lontani dal livello del vostro narratore preferito.
Il menu di oggi si compone di una serie di aperitivi (aneddoti ed episodi estratti direttamente dalla vita quotidiana), da una portata principale quanto estremamente golosa (la vita in casa Kapiliy/Ning/de Luca) e infine da qualche dessert in stile nouvelle cuisine, giusto per ricordare continuare nell’esplorazione di un argomento a me mooolto caro (lascio a voi immaginare quale potrebbe essere… si`, proprio lui!!!).
P.s.a.l. (Post scriptum ante locatum): la dimensione di questo racconto e` eccessiva anche per essere il racconto mensile; gli autori declinano qualsiasi responsabilita` civile e legale per quanto possa riguardare danni causati dal tentativo di leggere tutto l’intervento in una sola volta, siano i lettori maggiorenni, minorenni, vaccinati, momentaneamente incapaci di intendere o volere o di qualsiasi altra specie esuli da quella umana.
Innanzitutto lancerei un appello: per favore, fate in modo che il caro Obama venga eletto. E questo non per simpatie politiche o personali, quanto perche` non se ne puo` piu` di vederlo scorrazzare qua per Hyde Park. Vai a fare la spesa e lo trovi, vai in biblioteca e lo trovi, dovunque. Immaginate chi potreste trovare dal barbiere? Esatto, proprio un Barak che vi sorridera` sornione sotto tre centimetri di schiuma da barba! E sia chiaro, non e` che il suddettto si limiti a saltellare allegramente qua e la` da solo, no! La sua presenza e` facilmente identificabile tramite un trenino di strombazzanti auto nere e da una folla di giacche nere sormontate da occhiali neri e auricolari neri; no dico, almeno un po` di fantasia con i colori!!
Insomma, per la tranquillita` di questo ridente quartiere (continuo a chiedermi se sia piu` sarcastico il termine tranquillita` o ridente…) fate qualcosa: rifate le primarie in quegli Stati dove sono state fatte prima del tempo, tagliate a meta` qualche Stato cosi` ne avremo di nuovi dove mandarlo a farsi pubblicita` oppure, e qui mi rivolgo agli amici americani, conquistate qualche altro stato sul mappamondo e mandatecelo!!
Bene, dopo questo sfogo di chiara matrice ideologico-politica veniamo a cose piu` serie: innanzitutto sto ingrassando!! A essere sincero non so se sia esattamente ingrassando o ingrossando per i vari sport cui mi sto dedicando, ma fatto sta che al mio arrivo pesavo 84 chili, dopo un mese e mezzo mi ero attestato sugli 87 chili, e ieri sono inorridito di fronte alla beota schermata della bilancia che mi sbeffeggiava segnando 89,5 chili (ovviamente la bilancia a quel punto ha cessato di vivere…).
Temo che chiunque possa leggere in questa serie di numeri un preoccupante trend crescente, quindi non allarmatevi troppo se al mio arrivo rotolero` invece di camminare! (in realta` so che non ve ne puo` calare di meno del mio peso, pero` ci tenevo solo a ricordarvi i rischi che si corrono sul campo per potervi offrire questi spaccati inediti di vita vissuta!).
Fra gli altri episodi penso che i seguenti meritino almeno una citazione: sono finalmente andato al concerto dei Police!! Alla pari di Billy Joel anche i tre poliziotti si difendono egregiamente, e, oltrettutto, suonando dal vivo hanno ormai rinunciato a tutte quelle tastiere anni ’80 che erano forse la parte che meno mi entusiasmava delle loro canzoni. Insomma, uno spettacolo, che avrebbe potuto essere anche meglio se la guest star, Elvis Costello, fosse stata da sola… Purtroppo gli hanno affiancato un gruppo chiamato The Imposters, il cui nome avrebbe ben potuto descrivere tutta la loro esibizione…
Poi, una sera mi sono concesso una vera e propria uscita mondana, in occasione della festa della facolta` di legge (festa detta altresi` Prom, per tutti quegli ignoranti che, come me fino a qualche giorno fa, non sapessero neppure dell’esistenza di questa parola… come siete out!!). In ogni caso e` stata una cosa simpatica, tutti incredibilmente tirati ma nella quale ho per fortuna trovato valido supporto per la mia imperdonabile fantasiosita` in uno scozzese: io saro` anche stato l’unico ragazzo a non avere una giacca scura, ma lui era in kilt… Comunque, al di la` di questi dettagli non e` andata male, anzi, al di la` di aver trascorso buona parte della serata a saltellare sui piu` fantasiosi strascichi, sono anche riuscito a convincere un cameriere che alla pari di quelli che sceglievano te o caffe` io avevo tutti i diritti di scegliere una cioccolata calda, e questo ha praticamente suscitato un’ovazione al tavolo cui sedevo: capirete, se gli avvocati non apprezzano la retorica…!!
Infine un’ultima chicca, e questa e` fresca fresca di giornata: oggi stavo tranquillamente pedalando sulla riva del lago e cosa mi capita di incontrare lungo la strada? Un’allampanata signora di colore che, per tutti i dieci minuti che ho trascorso a seguirla, non ha mai smesso, pur correndo, di intavolare un intenso dialogo con Dio, assicurandogli che lei sapeva che lui era la`, che esisteva e che anzi contava sul fatto che lui le desse le energie per continuare la sua corsa… Il tutto ovviamente condito da una coreografica gestualita`, probabilmente dovuta alla familiarita` che ormai si e` creata fra i due.
Ma va bene, lo so che state aspettando tutti la portata principale, e allora dai, veniamo a una sommaria descrizione della mia vita dentro le quattro mura domestiche.
Per meglio rendere l’idea di come questa sia composta da una serie di delicati equilibri suggerirei di suddividerla in tre ambienti: la mia camera, la cucina, e il resto.
La mia camera, come lascia intuire il suo nome, e` sotto la mia completa giurisdizione. Ringalluzzito da questo ruolo demiurgico ho inciso sulla roccia le sacre leggi che ne regolano la pace e la prosperita` che le si addicono: severe, ma giuste.
- Niente gatti, pena serie di ciabattate di intensita` e frequenza variabili a seconda dell’ora del giorno, dello stato mentale del demiurgo e di un algoritmo studiato da fisici e psicologici finalizzato a incutere un terrore sufficiente a scoraggiare nuove infrazioni di questa legge.
- Tutto cio` che non e` collocato quantomeno in una pila di oggetti suoi simili e` considerato disordine, pena riordinare.
- Causa difficolta` di applicazione della legge n. 2 si stabilisce che una pila puo` essere costituita anche da un solo oggetto.
- La moquette e` da ritenersi perpetuamente pulita a causa della mancanza di strumenti scientifici capaci di stabilire con certezza il momento nel quale si rende necessario pulirla (questa legge e` stata a lungo osteggiata da tutti i membri femminili della mia famiglia).
- I vetri sono da considerarsi puliti fino al momento in cui si confonde l’alba con il tramonto o fino al momento in cui, quando la luce solare batte direttamente, una specie di mantello bianco impedisce la vista di qualsiasi forma al di la` della finestra. E` tuttavia concessa una pax romana dalla durata di 30 giorni durante la quale si puo` eseguire qualsiasi forma di sacrificio (soprattutto felino…) per invocare una pioggia purificatrice, unico vero mezzo per un’efficace pulizia dei vetri.
- Il cestino non e` da considerarsi pieno fino al momento in cui una serie di pugni e calci non riesce a farvi rientrare tutto il suo contenuto, pena svuotarlo. Per praticita`, e` concesso il rogo del contenuto per ridurne le dimensioni e procrastinare il fatidico gesto.
- L’aria della stanza va cambiata quando si contano piu` di 15 salme di insetti morti senza causa apparente o quando gli oggetti cambiano colore se collocati dall’altra parte del locale, pena morte non troppo lontana nel tempo.
Qualcuno avrebbe potuto aspettarsi 10 leggi, come fatto da illustri predecessori, ma noi contiamo molto sull’efficacia della sintesi.
Il bagno, in quanto di dimensioni ridotte, gode dello status di Ducato Indipendente, status che conferisce al beneficiario dello stesso l’obbligo di pulizia e mantenimento di un livello di igiene minimo approvato dall’ International Hygiene Organization. Sino a questo momento non sono stati necessari interventi da parte del demiurgo per riportare all’ordine questa fetta di regno. Per la cronaca, perche` so per certo che qualcuno ci stara` pensando, e per fortuna dello stabile, dei miei coinquilini e dell’intero ecosistema americano, il Ducato e` dotato di finestra.
Ma veniamo infine all’ambiente che piu` si potrebbe definire di conquista: la cucina. Giusto per delineare sommariamente i tratti di questa terra di nessuno, vorrei esprimervi la mia sorpresa nel ritrovarmi a vivere in un ambiente il cui termine piu` alto di confronto, per quanto riguarda la pulizia, e` rappresentato dal sottoscritto. Non faccio fatica a immaginare la vostra sorpresa (e questo non lo ritengo tanto lusinghiero nei miei confronti…), ma d’altronde e` una fase in cui sono passato anch’io, anche se poi e` sfociata in una smodata fierezza delle mie italiche doti nella gestione di ambienti complessi.
Nonostante i miei sforzi, comunque, l’opera di civilizzazione delle popolazioni indigene e` ancora nella sua fase basilare.
Per esempio, sono costretto a lavare, asciugare e riordinare tutto quello che ho usato e di cui potrei avere bisogno nelle successive 48/72 ore subito dopo i miei pasti, senza deroghe di sorta, senno` corro il rischio di vedere il tutto ingoiato da un vortice che potremmo dire principalmente composto d’acqua, ma solo perche` con una percentuale del 51% si puo` dire principalmente; ho provato a chiedere aiuto alla NASA per l’identificazione dei suoi componenti biologici, ma hanno minacciato di incriminarmi per terrorismo batteriologico.
Altro fattore caratteristico che fa si` che l’ambiente si contraddistingua e` l’onnipresenza di peli di gatto… Per carita`, non sono neanche male, ma dopo un po` stufano, e i miei tentativi di far capire il conflitto di interessi che si genera usando le stesse presine che si usano per le pentole per tagliare le unghie al gatto non sono ancora stati interiorizzati dalle popolazioni locali.
Per fortuna, comunque, non esistono conflitti per il possesso di cibo di alcuna sorta, e questo grazie al fatto che i miei coinquilini tendono a mangiare solo grazie alla collaborazione di un centinaio di “take-away” della zona. I rari casi in cui si lanciano nell’arte culinaria lasciano tuttavia le tracce di questa insolita quanto sfrenata attivita` quantomeno per un paio di giorni.
Eccoci giunti alla fine del pasto, e allora veniamo ai dessert, piccole chicche che immancabilmente ruotano attorno al senso piu` profondo della vita, ovvero al cibo!!!
Per prima cosa ci terrei a confidarvi i timori che ormai suscitano in me le suore. Si`, perche` qui l’unica occasione in cui le vedo e` quando vado a fare la spesa e loro presidiano stoicamente questo ambiente appollaiate di fronte alle casse. Perche`? Vi chiederete voi… In teoria l’idea e` apprezzabile: dovrebbero vendere torte fatte da loro per raccogliere fondi per una qualche opera caritatevole. In pratica la scena di cui sono stato protagonista e` stata tanto terrorizzante quanto la sua descrizione qui di seguito.
Un giorno, armato di un insolito amore per l’umanita`, mi sono lanciato con passo deciso verso il banchetto con tutte le intenzioni di acquistare a buon prezzo una fetta di paradiso, una sorta di investimento per il futuro. Tuttavia, inebriato, si`, da questi sentimenti, ma non ancora al punto da fidarmi di chiunque (e non ditemi che una suora non e` catalogabile come un chiunque!), preferisco informarmi sul prezzo. E` a questo punto che il mantello nero si gira (non mi ricordo perche` fosse girata, forse per rendere ancora piu` teatrale la scena) e mi si parano di fronte due occhi neri infossati in una faccia pallida come il bianco di Finlandia, rugosa come uno sharpei e nascosta parzialmente dal velo come il cancelliere di Star Wars (che per altro rende bene l’immagine anche nel suo complesso). Non solo, una volta inquadratomi ecco una sorte di oracolo infernale sprigionarsi da quel corpo, vaticinio che pretende di appioppare a una torta dalle dimensioni di una Tortina Loacker lo sfavillante prezzo di 35 $… Come immaginerete, pur di non far affari con questa evidente impersonificazione tentatrice del demonio, ho preferito lanciare un anatema, rischiare una scomunica e darmi a una fuga precipitosa ma dignitosa.
Per rendere poi onore alla cultura multietnica che pervade questa citta`, e che forse e` dovuta alla necessita` di compensare l’assenza di una sufficiente cultura indigena (culinariamente parlando amici americani, come siete permalosi!! Lo sappiamo tutti che se parlassimo dal punto di vista della storia… anzi no, dal punto di vista dei diritti umani… no, meglio di no… insomma, chiudiamo questa parentesi!), dicevo, per rendere onore a questa cultura mi sono iscritto a un Dinner Club, consistente in 6 persone (di cui una se ne e` andata al mio arrivo e una sono ormai convinto sia l’amico invisibile di una delle altre quattro) che ogni due giovedi` si lanciano alla scoperta di un nuovo ristorante, di una nuova cultura, di un nuovo mondo. Per il momento abbiamo sdoganato l’etiope, il polacco, il vietnamita, l’americano ruspante e il messicano, ma la prossima scelta tocchera` a me, quindi nel gruppo c’e` un inevitabile nervosismo, soprattutto a causa della mia approfondita conoscenza della citta`.
Il cibo tuttavia, in quel dell’Illinois, continua a nascondere anche aspetti minacciosi: e` ormai scritta nei secoli la mia guerra dichiarata alle Buffalo Wings, letteralmente le ali di bufalo.
Dicesi ala di bufalo una coscia di pollo (e gia` questo mi manda in crisi…) affogata in una salsa particolarmente decisa che vide la sua partenogenesi in quel di Buffalo, New York. Bene, vi basti sapere che alla NASA, a fianco del campione d’acqua estratto dal nostro lavello, ho distinto chiaramente un piatto delle suddette ali, e il progetto era classificato come Iraq – Piano B.
Passerei poi a una piccola nota di colore, ma che regolarmente manda in pezzi i miei nervi: in questo paese nell’istante in cui posate la forchetta alla fine del piatto principale un fulmineo quanto zelante cameriere posa il conto sul tavolo. Non c’e` verso, non si riesce a evitare!!
Capirete bene che per me un pasto non puo` concludersi al piatto principale, il dessert e` d’obbligo, ma questa barbara usanza rischia di stravolgere psicologicamente i miei bioritmi… Ma un giorno, un giorno, prometto che mi siedo e che alla fine del pasto, una volta che quell’insopportabile scontrino troneggia a fianco della mia forchetta ancora calda, comincio a ordinare formaggio, dessert, caffe`, ammazzacaffe`, amaro, grappa e biglietto da visita (che pretendero` di pagare!!), giusto per riportare un po` d’ordine in questo mondo.
Infine, come non ricordare l’arte in cui mi sono specializzato in questi due mesi: lo scrocco cibo. Ormai maestro di terzo livello in questa disciplina, ho tracciato un calendario esatto al secondo che mi permette di arrivare a fine settimana con la necessita` di cucinarmi solo 4 pasti. Il lunedi` va male sia a pranzo che a cena; il martedi` a pranzo arriva il cibo dal dipartimento di finanza mentre a cena c’e`il cibo in aula studio; il mercoledi` a pranzo c’e` ancora cibo in aula studio (no, non e` lo stesso…), mentre a cena va buca; il giovedi` arriva il cibo del dipartimento di marketing a pranzo, mentre a cena va ancora buca; il venerdi` a pranzo lo trascorro imboscato in qualche conferenza sul cui depliant appaia la magica frase “Lunch will be provided” mentre a cena c’e` il banchetto in grande stile per gli studenti.
Che stile, no?
Ecco tutto, anche per questo mese siamo a posto, alla prossima!!
Statemi bene
Fede