Il mese che mi lascio alle spalle non e` stato caratterizzato da emozioni particolarmente forti, ma gli spunti per renderlo leggendario al pari degli altri (che poi sarebbe solo uno…) non sono mancati, anzi, vi dico subito che questo aggiornamento avra` una lunghezza da trilogia, quindi se proprio volete farvi del male e leggerlo tutto di seguito mettetevi comodi. Ma tanto comodi!
Per prima cosa inizierei cercando di farvi un ritratto il piu` fedele possibile dell’ambiente culturale dal quale sono circondato (o piuttosto insidiato, accerchiato, assediato…): intanto cercate di immaginarvi un mondo in cui l’equilibrio tra etnie/razze/popolazioni/specie (scegliete quella che meno offende la vostra estrema sensibilita`) cui siamo abituati in Europa e` completamente sconvolto. Direi che i locali sono ormai triripartiti ugualmente tra bianchi, neri e asiatici. Il che, detto cosi`, forse non rende abbastanza, ma vi assicuro che trovarsi in un autobus ed essere circondato solo da neri, o essere in classe ed essere circondato solo da asiatici, sono situazioni alle quali non siamo abituati.
L’estrema conseguenza di questa accozzaglia di piu` disparate nazionalita` e` che i nomi e i cognomi perdono qualsiasi senso comune: ormai la mia mente e` aperta a qualsiasi successione di vocali e consonanti mischiate in ordine casuale. E non penso nemmeno di essere l’unico colpito da questo fatto: qui, quando devi dire il tuo nome a qualcuno, non glielo dici facile facile come da noi, no, gli fai lo spelling! E questo comporta che ormai nessuno ha un’idea di come si possa scrivere un nome o di cosa sia normale e cosa no. All’estremo, un ragazzo che lavora con me, Niels, e` costretto a presentarsi come Neal, perche` quella s pronunciata alla fine (altrimenti i due nomi sarebbero uguali) mette in crisi tutti i suoi interlocutori. Per la cronaca io sono Federico, come federal (o nel peggiore dei casi, quando neanche federal fa piu` effetto, Fred).
Se proprio non ce la fate a resistere dalla curiosita` di sapere quali siano questi nomi esotici eccovene un piccolo campionario: Vinod, Anish, Aditya, Ruchirra, Suthin, Alok, Kshamasheel, Ranajay, Rupin, Gagan, Adeoluwa, Vladimirova, Chukwuemeka, Kartik e, dulcis in fundo, ma proprio dulcissimus, Sankash Venkatasubramanya.
Allo stesso tempo, bazzicando nel mio tempo libero tra lettere greche che fanno le veci delle piu` disparate funzioni statistiche, mi trovo ad avere a che fare con le pronunce piu` imbarazzanti: la fi diventa la FAI, la theta diventa la ZITA, la chi diventa la CAI etc…
Veniamo ora a un argomento a me caro, e ricorrente un po` in tutti i miei interventi: il cibo!
Si` perche`, nonostante sappia di avervi gia` molto stupiti nei precedenti episodi, non ho ancora finito. E questo francamente mi spaventa sempre di piu`. Comincerei presentandovi un’incredibile scoperta che hanno fatto in queste lande, e che mi stupisco che i nostri mezzi di comunicazione non abbiano sottolineato come avrebbero dovuto.
Signore e signori, qui hanno scoperto l’immortalita`. O almeno l’immortalita` relativa: infatti, oggi 26 Aprile 2008, si festeggiano le tre settimane trascorse nel mio frigo da una frangia estremista di pomodori, sempre abili a sottrarsi nei momenti dei pasti quotidiani. Ma dovreste vedere come sono ancora gagliardi! Sodi, splendenti e affascinanti come il giorno in cui sono entrati nel loro scomparto! Probabilmente, se non fossi mosso a pieta` della sensazione di estrema inutilita` in cui devono ormai vivere, potrei portarli in Italia e presentarveli al mio ritorno…
Le mele, poi, non ci stanno a essere messe da parte in questo genere di confronti interculturali, e allora si presentano sui banconi del supermercato tutte belle incerate e luccicanti al punto da ridurre gli specchi a delle crisi esistenziali. E non solo gli specchi, probabilmente anche le palle da bowling viste le loro dimensioni…
Un vantaggio, comunque, lo si registra: la Barilla, e tutta la banda di pastaioli che la segue, ha dovuto adattare la propria produzione al mercato locale, e le conseguenze sono principalmente due. Per prima cosa non c’e` un tempo di cottura ottimo, ma piuttosto un intervallo di confidenza, tipo 11-13 minuti. Ancora piu` importante, pero`, e` il fatto che, nonostante questa precauzione, i nostri pastificatori si fidano poco delle abilita` indigene a seguire queste complicatissime instruzioni, e hanno allora perfezionato le qualita` della nostra meravigliosa pasta: qui la pasta non scuoce. Almeno che proprio non la vogliate tale. E ne ho le prove: un giorno, traviato probabilmente dalle prove costume per la decima missione, ho lasciato la pasta sul fuoco per 20 (20!!!) minuti. Gia` moralmente rassegnato a gustarmi una specie di gelatina bollente non ho saputo trattenere il mio stupore quando ogni singolo tortiglione cercava ancora di opporre resistenza ai miei denti!
Tuttavia, al di la` di queste piacevoli scoperte, si registrano anche inquietanti apparizioni: un giorno, al supermercato, mi e` caduto l’occhio, casualmente, su un set per fonduta al cioccolato. Bene, mi ha quantomeno rallegrato la giornata leggere in bella vista sulla scatola la fiera scritta “Now made with real chocolate!”.
Fra le specialita` locali sconsiglio, poi, la fantomatica Root Beer (a quel punto bevetevi l’acqua con la quale avete lavato i piatti che e` gratis…) e la terribile accoppiata hamburger e frappe`di malto al cioccolato. Si`, lo so, chiedo umilmente scusa per essere caduto cosi` in basso, ma la strana coppia mi era stata presentata in toni talmente entusiastici da far abbassare per un minimo arco di tempo i pregiudizi culinari che ancora mi mantengono sano di mente. E di fisico soprattutto.
Un altro piccolo dettaglio di colore e` il fatto che qui la gente mangia sempre, e se lo dico io potete fidarvi… 24 ore su 24, troverete sempre qualcuno a fare colazione, pranzare e cenare, e tutti allo stesso tempo! Per quelli di voi che fossero interessati all’argomento consiglio di andarsi a vedere il quasi fallimento di EuroDisney proprio a causa di questa diversita` fra noi e loro.
Ma esploriamo un po` anche le usanze di queste strane persone con una carrellata di scenette o situazioni che mi hanno lasciato assai sbalordito.
Qui i numeri di telefono non si danno con le cifre, ma a lettere, ovvero trovando una corrispondenza verbale alla sequenza del numero. Per esempio, il numero della Chicago Transit Authority te lo danno come 1-888-YOUR-CTA (invece di 9687-282): sagaci, no?
Qui, lungo le autostrade, non ci sono gli autogrill, ci sono intere cittadelle di ristoro. Non c’e` un benzinaio e un ristorante, no, troppo semplice: ci sono sempre almeno 3 diversi benzinai, 2-3 motel e 4-5 diversi fast food. Il risultato e` semplice: per posizionare tutto cio` serve molto piu` spazio di quello che richiede il nostro amato autogrill, quindi, in alcuni casi, ci si propina un viaggio nelle ridenti pianure americane per raggiungere la propria meta (ovvimente ridenti e` sarcastico). Per fortuna, per potersi orientare in queste cittadelle, ci si puo` avvalere delle bandierine in stile Risiko, alte pero` una decina di metri, che, mostrandone orgogliosamente l’insegna, aiutano i disorientati automobilisti alla ricerca di un panino a trovare il fast-food che piu` si accompagna ai loro gusti.
Inoltre occhio alla polizia, nascosta nei posti piu` impensabili: nell’ombra dietro i cavalcavia, sopra i cavalcavia o anche nei canali di scolo dell’autostrada, quindi piu` bassi e infidi, perfetti per un’imboscata a tradimento.
Le strade, poi, sono in uno stato moooolto peggiore che da noi. Certo, e` comprensibile visto gli inverni che allietano questa florida costa del lago, ma una buca in cui potevo entrare fino a meta` dello stinco mi sembra comunque eccessiva… potrebbero esserci gli estremi per un omicidio colposo!
Che altro dire, qui le carte o i giochi di societa` non esistono: troppo poco digitali (eccezion fatta per il poker ovviamente, ormai elevato quasi a sport, in modo da potersi definire pure salutisti!). Qui, per essere ammessi all’Universita`, bisogna saper nuotare per almeno 100 yards senza fermarsi, altrimenti ci si sciroppa un corso di nuoto di 6 settimane e 2 crediti. Qui il 20 Aprile si festeggia la giornata nazionale della Canna (si`, e` proprio cosi`!). Qui, in alcuni ristoranti, i camerieri sono pagati per essere particolarmente rudi. Qui il vento e` talmente forte che quando vuoi girare in una strada laterale a piedi devi cominciare a frenare un isolato prima, e la cosa non e` facile quando ti sei abituato a corricchiare e salticchiare spinto dal dio Eolo. Ma soprattutto qui, un giorno, di fronte alla mia osservazione che nella stanza dove eravamo c’era un’aria un po` viziata, mi e` stata esibito come soluzione il ricorso all’aria condizionata… (penso che siano intimamente convinti che le finestre siano sigillate, e che quindi il clima sia modificabile solo dall’interno; un giorno, in casa, ho potuto persino assistere allo scontro in contemporanea tra riscaldamento e aria condizionata: emozionante!).
Veniamo infine alla parte piu` succulenta del racconto di oggi. O meglio, ai due episodi piu` degni di nota e alla mia guerra personale intentanta alla Bank of America.
Fra gli episodi questa volta annovero l’acquisto della bici: un vero e proprio investimento, che, oltre a partire da un prezzo base spropositato (per essere usata…), e` andato ulteriormente lievitando aggiungendo optional come sella, lucchetto e parafango. L’alternativa era, comunque, una splendida bici anni 60, con i freni a pedale e manubrio stile Harley Davidson. Affascinante, non lo nego, ma il peso di quasi 60 chili la rendeva decisamente poco pratica.
L’altro episodio e` stato lo spettacolare concerto di Billy Joel a Columbus (Ohio). Ora, lo so che molti di voi diranno “Si`, l’ho sentito nominare, ma perche`??”, ma vi suggerisco di andarvi a leggere i titoli di qualche sua canzone, scommetto che almeno 5-6 le conoscerete (e se non fosse cosi` ascoltatevi qualcosa, perche` sono certo che lo conoscete!!!). Che dire, il concerto e` stato deciso in fretta, anche sulla scia del fatto che ormai il caro Billy comincia ad avere una certa eta` (non so se rendo bene l’implicazione di questa frase…) e che andarci mi avrebbe portato per la prima volta fuori dai confini della citta`, e addirittura dello Stato. E ne e` valsa davvero la pena. Oltre a scoprire altre canzoni di sicuro valore, Billy si e` dimostrato essere ancora uno showman di prima qualita`: salta sul pianoforte, suona bendato da tre/quattro asciugamani per evitare che il sudore lo faccia affogare, lancia il microfono in giro per il palco, e soprattutto inizia lo spettacolo con queste magnifiche frasi: “First of all, I would like to specify that I am not Billy Joel’s father. Moreover, I really would like to thank you all the people that bought the tickets on the opposite side of the stadium: I know that you will not see that much, but I need your money, and I can tell you what you are gonna miss: I am tall, muscled and with long blond hair. And also a bit charming”.
Tuttavia non illudetevi come me che guidare negli Stati Uniti possa avere un qualcosa di fascinoso: non da queste parti. La noia mortale che avviluppa la macchina da quando partite a quando arrivate e` spezzata solo dalle pubblicita` schierate ai bordi della strada (comprese quelle dei gruppi di fanatici religiosi che vi ricordano che Jesus is real e, nell’altro senso, che Hell is real), da qualche gigantesco outlet dedicato solo al commercio di candele o alle carcasse dei piu` disparati animali che si alternano lungo il percorso. Ah, in mezzo alla strada abbiamo anche trovato uno di quei cinematografici cespugli di erba rotolante!
Ma so bene che e` la guerra quella che piu` vi incuriosisce e che piu` aspettate. E allora eccovela, debitamente riportata fin nei minimi dettagli nel mio diario:
- 20 Marzo: apro il conto alla BoA (si`, se non usate acronimi qua siete davvero retro`[e poi questo acronimo rende meglio la figura ferale con la quale mi sono trovato a combattere!]). Fra le assicurazioni che mi vengono fatte vale la pena citare: riceverai tutti i codici relativi al tuo conto per posta, gli assegni emessi direttamente in banca saranno gratis e se volessi un libretto di assegni ti costera` 10 $.
- 23 Marzo: per posta arriva solo la carta di credito (notate pero` la velocita` della posta).
- 26 Marzo: vado a farmi dare i codici di cui ho bisogno (numero del conto, codice SWIFT, codice Johnatan e chissa` quale altro).
- 27 Marzo: i codici risultano sbagliati. Torno a farmeli ridare.
- 29 Marzo: contro ogni pronostico i codici risultano di nuovo sbagliati. Ritorno a farmeli riridare, suggerendo che forse potrebbero fare piu` attenzione.
- 1 Aprile: secondo una strana disposizione degli astri i codici risultano ancora sbagliati. Torno in banca vestito come rambo, strappando qualsiasi insegna della BoA, esigendo di parlare con il direttore e insultandolo in copto dal momento che i nuovi codici che avrebbe voluto darmi sarebbero stati ancora sbagliati (a quel punto dall’Italia mi erano arrivate informazioni piu` attendibili…).
- 4 Aprile: mi presento allo sportello per farmi stampare l’assegno per pagare l’affitto. Mi chiedono 10 $ per un assegno. Insceno una macumba degna del piu` grande stregone africano e chiedo spiritato che allora mi ordinino un libretto di assegni. Nel momento in cui il prezzo dello stesso viene fissato a 20 $ decido che per porre fine a tutto cio` del napalm sarebbe l’unica soluzione civile e sicura.
- 14 Aprile: lo stato dell’Illinois mi minaccia di chiudere il mio conto, in quanto in banca, dopo aver fotocopiato un centinaio di volte i miei documenti, hanno inserito in modo sbagliato i miei dati. Sono pregato di recarmi nella sede centrale per chiarire che Chicago non si trova in Italia e che il mio numero di telefono italiano non corrisponde al mio Social Security Number americano.
- 15 Aprile: dichiaro la morte della BoA, ritiro tutti i miei risparmi dal conto e chiedo di chiuderlo. Dopo aver gentilmente aspettato mezz’ora me ne vado con un turpiloquio etrusco, comunque rassicurato che a breve il conto sarebbe stato chiuso senza problemi.
- 20 Aprile: ricevo una multa perche` nel mio conto, evidentemente ancora in vita, sono andato in rosso. Il 19 Aprile, infatti, hanno ricevuto la richiesta per un libretto di assegni. 28 $. Piu` una multa di 50 $ per essere andato in rosso.
- 21 Aprile: Mobilito SWAT, Giubbe Rosse e Giovani Marmotte, entro nell’ormai ben familiare ambiente, appendo al muro il direttore dopo aver falcidiato tutti gli impiegati (anche quelli futuri), e gli impongo di cancellare l’ordine, chiudere il conto, eliminarmi da tutti i loro sistemi informatici, prendere tutte le fotocopie dei miei documenti , bruciarle e disperderne le ceneri al vento.
- 22 Aprile: Ricevo gli assegni.
Ecco quanto, come sempre niente lunghi e sdolcinati saluti, anzi, grazie per la pazienza nel leggere questa infinita epopea!
Statemi bene
Fede
Ps: state all’erta, c’e` odore di missione compiuta nell’aria.