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Eh gia`, ormai rassegnato all’idea che il mio ritorno in patria sara` subordinato al completamento delle 10 missioni, ho cominciato a impegnarmi per compierle nel piu` breve tempo possibile, e con l’intento di non venirne troppo traumatizzato (tuttavia, se una missione semplice come questa comporta gli sconvoglimenti che leggerete, comincio a temere pensando alle altre…).
- qui lo stadio e` quel posto dove c’e` un ristorante diverso ogni 5 metri (quando proprio non riesci a trovarne…);
- qui lo stadio e` quel posto dove, pero`, tutti i ristoranti servono le stesse cose e allo stesso prezzo;
- qui lo stadio e` quel posto dove ci sono ancora quelli che ti lucidano le scarpe;
- qui lo stadio e` quel posto dove puoi incontrare bande musicali che suonano per 4 ore senza mai fermarsi (e se arrivavo prima le 4 ore chissa` quante diventavano…);
- qui lo stadio e` quel posto dove all’entrata ci sono cartelloni e pennarelli, in modo da poter mettere per scritto tutto quello che avete da dire e farlo sapere al mondo.
Insomma, come avrete ben capito qui lo stadio e` un luogo mitico, una specie di paese dei balocchi…
Ma non e` tutto, perche` per ora abbiamo parlato dello stadio, ma intendedo quello che si interpone fra l’ingresso nello stadio e il vero Stadio. Eh gia`, perche`, una volta entrati nel vero Stadio, quello che gia` poteva esservi sembrato un mondo incantato viene superato ulteriormente.
Chiariamo subito che qui, allo Stadio, la partita non ricopre il ruolo principale.
Stupiti, vi vedo stupiti…(come direbbe Guccini).
Difficile a crederci, ma e` cosi`: la partita qui ricopre un ruolo quasi secondario, una specie di trait d’union tra i vari show che hanno luogo nelle 4 ore che passerete allo Stadio.
Piu` volte ho visto i tifosi azzannarsi selvaggiamente per una maglietta in regalo o per apparire sul maxischermo, ma mai vidi questa ferale dimostrazione di passione verso la partita, neanche per il canestro da meta` campo che segno` la fine del 2o quarto (si` esatto, il classico tiro della serie “Ma guarda te, proprio quando c’ho la palla io il tempo deve scadere?!!”, solo che questa volta il tiro della frustrazione e` entrato, stupendo i pochi che seguivano effettivamente la partita).
Ma se ancora vi chiedete meravigliati quali possano essere i molteplici show che allietano il pubblico americano, eccovi una breve carrellata (breve perche` sicuramente non riusciro` a ricordarmeli tutti…): la gara a tutto campo sui tricicli, le performance acrobatiche di un trio russo, le gare virtuali fra camion o fra personaggi della Dunkin’ Donuts (ognuno di questi rappresentante un settore dello stadio), la lotteria con i gadget dei Bulls, la Regurgi Camera (dove il pubblico viene filmato mentre mangia e poi proiettato al contrario, con gli esilaranti effetti che potete ben immaginare…), lo show di ginnasti proudly Made in the USA (giusto contraltare agli acrobatici sovietici), la Robot Camera (dove, per almeno 10 minuti, tutti si alzano e cominciano a ballare come dei forsennati la robot dance, con il solo scopo di apparire sul maxi-schermo) e il Noisemeter (dove bisogna urlare il piu` possibile, per far vedere quanta paura puo` fare lo Stadio dei Bulls agli ignari ospiti).
Una menzione a parte, poi, la meritano i seguenti eventi: l’entrata in campo dei Bulls (qualcosa da far impallidire anche i piu` spettacolari concerti di Michael Jackson, con fuochi d’artificio, laser e tori volanti), gli stacchetti delle Cheerleader (sempre molto gradevoli, ma che raggiungono il loro apice nello scontro fra le cheerleader locali [le Lovabulls...] e un eterogeneo team di personaggi da almeno 150 kg cadauno) e infine gli omini Mc Donald, che dopo aver creato scompiglio e scontri fra il pubblico offrendo magliette a chi mostrava piu` selvaggiamente il proprio attaccamento ai Bulls, scendono in campo con la piu` gloriosa delle scene sportive insegnateci dai Simpson, ovvero cominciando a sparare magliette sul pubblico con l’aiuto di bazooka (ovviamente modificati per l’occasione e lo scopo…).
Tuttavia, l’apoteosi di questa esperienza (sembra davvero che non vi siano limiti in questo paese…) viene raggiunta quando i Bulls segnano il loro 100o punto.
Si`, perche`, ogni volta che i Bulls vincono segnando piu` di 100 punti, tutto il pubblico vince un Big Mac gratuito… Ecco, con queste premesse, immaginatevi quell’istante in cui il pallone finisce nel canestro e si lascia dolcemente cullare dal retino, pienamente soddisfatto per aver compiuto la sua missione anche questa volta: nello stesso istante, tutti i pannelli luminosi dello stadio, anche quelli che prima erano spenti, proiettano l’annuncio che tutti aspettavano “Big Mac Time!” e dallo Stadio si leva un coro completo e partecipante al grido di “Big Mac, Big Mac!!!”…
Impressionante, sembrava quasi di sentire il grasso del Big Mac colare da quell’urlo, nonche` si aveva l’impressione di vedere ogni singolo tifoso battere forchetta e coltello sul tavolo invocando la pietanza per la quale ha sudato tutto il giorno.
Ovviamente, con lo stile impeccabile che da sempre mi caratterizza quando si parla di cibo, in quel frangente devo confessare di essermi lasciato andare anch’io a qualche moderata manifestazione di compiacimento.
Cos’altro aggiungere, fors e a qualcuno di voi potrebbe interessare anche com’e` andata la partita… Diciamo che alla fine i Bulls hanno vinto di parecchio, tipo 107 a 97, ma questo solo dopo essere stati regolarmente sotto per tutti i primi 3 quarti, dove cominciavano andando sotto anche di una quindicina di punti per poi riavvicinarsi verso la fine di ogni periodo. Il nostro caro Bargnani (se non sapete chi sia vergognatevi!! [vergognatevi piu` che altro perche`, se lo so io che di basket non ci capisco una cippa, vuol dire davvero che e` una nozione basilare!]) non ha giocato male, anzi, appena entrato e` andato veramente alla grande; poi, pero`, ha avuto la malaugurata idea di caricarsi di falli, e la cosa gli fatto scaldare la panchina molto piu` di quanto ci si aspettasse.
Un’ultima nota, infine, per l’annuncio del capitano dei Bulls all’inizio della partita: suonava tipo “Vi ringraziamo per il supporto che ci avete dato durante questa stagione, sappiamo di aver fatto moderatamente schifo e vi preghiamo di tornare allo stadio anche la prossima stagione: speriamo di fare meglio”. Che tenerezza, no?
Alla prossima!
PS: no che non mi sono dimenticato delle foto agghindato da fan sfegatato, anzi, eccovele!
PPS: per la cronaca penso che ne` il tipo che c’ho scritto sul cappellino ne` quello che appare sulla maglietta giochino ancora a Chicago, ma questi son dettagli!!
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La Prova

La riscossione del Big-Mac



17 Aprile 2008 at 4:53 pm
Bravo! La prima prova è stata superata… ma non adagiarti sugli allori, che il percorso è ancora lungo… e questa forse era la prova più semplice… attendiamo aggiornamenti sugli sviluppi delle prove successive…
per la cronaca: la gazza titolava “Bargnani non decolla fra le riserve dei Raptors”
18 Aprile 2008 at 4:03 am
Sì sì…non credere di aver fatto chissà che cosa…ne hai di strada da fare!!!!Attendiamo con piacere il tuo bagnetto nel lago Michigan…!!!!
18 Aprile 2008 at 7:01 am
Mitico fed, pero’ si vede che e’ un fotomontaggio………….hihihihihihihihhihihihihihiii…
17 Maggio 2008 at 12:11 pm
Ciao fede, credo che la missione più difficile sia quella di trovare 10 americani che sappiano indicare la Svizzera….o anche l’Italia… normalmente pensano siano regioni della Francia, quella la conoscono..
Ho letto l’avventura del conto corrente: mi ha confermato l’idea che avevo, infatti avevo sconsigliato Niccolo’ di aprirsi il conto in California. Bacioni, resisti. egiz
23 Maggio 2008 at 12:52 pm
Beh, diciamo che sono abbastanza sicuro che quella sara` una delle piu` divertenti!
Comunque resisto, resisto, resisto…