Buongiorno a tutti!!
So che non siamo ancora ad Aprile, ma so anche che vi sarebbe riuscito difficile aspettare un’altra settimana prima di questa nuova puntata, quindi eccoci qua.
Per il momento la vita prosegue mooolto tranquillamente, quasi languidamente… Il fatto e` che le famose ricerche su cui dovrei lavorare inizieranno la seconda settimana di Aprile, mentre i corsi la prossima settimana. La morale e` che per ora queste tre settimane potremmo definirle un lungo periodo di adattamento, speso piu` a curiosare per i meandri piu` segreti della vita americana che a porre molta attenzione agli incarici foto-tecnico-burocratici sin qui assegnatimi.
Veniamo pero` alla parte piu` succulenta del racconto, quella in cui cerco di rendere comprensibili e intellegibili anche a voi conterranei quegli usi e costumi che per il momento ai miei occhi nascondono solo significati oscuri.
Cominciamo con un piccolo esperimento: uscite dalla vostra stanza, dalla vostra casa e prendete il vostro ascensore fino al piano terra (per quelli momentaneamente sprovvisti di ascensore questo esperimento non e` consigliabile). Fatto?! Bene, ora tornate su con lo stesso, perche` mi sono dimenticato che dovete anche cronometrare quanto ci mettete (e anche perche` dubito seriamente che altrimenti sareste tornati su a piedi). Ecco, per quanto lento possa essere il vostro mezzo di locomozione penso che comunque ci abbia messo meno di 52 secondi; la differenza e` che, nel frattempo, io mi sarei sciroppato 94 piani se fossi stato nell’ascensore dell’Hancock Tower. Ora supponiamo anche che abbiano barato sul conteggio di una decina di piani, e` comunque piu` di un piano al secondo! E la cosa impressionante e` che al di la` della differenza di pressione percepibile con le orecchie non si ha affatto la percezione della velocita` di salita o discesa!!
Detto cio` vi stupiro` ancora e a ripetizione con le mirabolanti tecnologie locali. Ad esempio, nel portatile che l’Universita` mi ha dato (si`, non dubito che anche in Italia l’Universita` mi avrebbe passato un computer…) c’e` il lettore di impronte digitali, un semplice giochino per evitare la fatica di ricordarsi una password!
Poi, sulla stessa scia, qui i citofoni non suonano nell’appartamento, ma sul tuo cellulare; il che vuol dire, tra le altre cose, che se non ti suonano non c’e` verso di aprire il portone giu`, e quindi se uno non sa usare la centralina che c’e` all’ingresso (uno a caso…me per esempio!) bisogna farsi tutto l’edificio (per fortuna sono solo al sesto piano) per andare ad aprire (se vi chiedete il perche` del bisogno di questa tecnologia, a quanto ho capito e` da ricercarsi nella possibilita` di dire ai corrieri dove possono lasciarti i pacchi invece di lasciarti solo il fogliettino… per la stessa ragione ogni inquilino ha qindi il suo “citofono” personale, non ce n’e` uno per appartamento. Eh si`, ne vale proprio la pena!).
La chiusura centralizzata delle auto, poi, non si manifesta con un discreto fischio come in europa, ma con un numero programmabile di colpi di clacson…(un giorno mi e` sembrato di sentire cantare We will rock you da una toyota…).
Ma passiamo ora agli usi e costumi veri e propri dei tipici indigeni americani. Per prima cosa citerei la sempre amata figura dell’imbustatore: eh gia`, perche` per quelli che come me pensavano che questa figura mitologica esistesse solo negli episodi dei Simpson fa comunque una certa impressione trovarsi a tu per tu con uno degli esemplari di questa specie. Cioe`, qui pagano qualcuno perche` studi quadridimensionalmente la distribuzione della tua spesa, stando attento a non mescolare in uno stesso sacchetto le specie, le temperature di conservazione, i cibi tra cui non corre buon sangue e, al contempo, puntando all’ottimizzazione del numero di sacchetti (che tanto poi sono sempre almeno due per essere sicuri che l’opera architettonica non si infranga con vostro sommo gaudio sul marciapiedi [si` lo so che basterebbe fare dei sacchetti piu` resistenti cosi` da usarne solo uno, ma dovete dirlo a loro, mica a me!]).
Tuttavia la strada per la cassa e` ancora lunga nel supermercato americano. Intanto non capisco perche` gli articoli non siano raggruppati per prodotto, o meglio, lo sono, ma poi sono anche ripetuti senza logica qua e la`. Cosi`, se tu eri convinto di aver concluso i tuoi acquisti in un determinato settore dopo vieni assalito dai dubbi ritrovandoti ad esempio il sugo di pomodoro affianco ai gelati, e, in questo modo, a casa ti ritrovi con sette litri di sugo (si` perche` poi era presente anche affianco alla carne, al pane e ai cereali multicolor).
Ma l’odissea non finisce qui. Se vi venisse voglia di comprarvi uno shampoo o un bagnoschiuma saresti messi di fronte alla scelta fra due stili di vita completamente diversi: apertura sotto o apertura sopra? Eh gia`, perche` qui questo sembra essere un problema molto sentito. La sostanza e` che per OGNI prodotto, o variante dello stesso, sullo scaffale ci sono due bottigliette, quella appunto con l’apertura sopra e quella con l’apertura sotto. Ma volete mettere con le opportunita` che questo sistema spalanca? (confesso comunque che ho dovuto passare almeno dieci minuti di fronte allo scaffale per capire perche` vedessi tutto sdoppiato…)
Ma state tranquilli, la cassa e` vicina. Non pensate pero` di abbassare la guardia! Perche` se aveste avuto la malaugurata idea di comprare dei finocchi potreste essere costretti a spiegare alla cassiera l’intima natura ed essenza di questa rara ed esotica verdura, che le si mostrerebbe davanti per la prima volta in vita sua!
Ma usciamo di qua, altrimenti potremmo rimanerne troppo scossi. Fuori dal supermercato il cibo resta comunque un’insidia: parlando di gelati sono stato obbligato ad abiurare la mia fede nel gelato artigianale per diventare un adepto della Haagend-dazs, unico baluardo europeo che, seppur con combinazioni di gusti improponibili sul nostro mercato, mantiene una certa qualita` minima. Allo stesso tempo non aspettatevi nulla da quanto si spaccia per italiano: dalla localissima chicago pizza, che tuttavia sono riuscito a mangiare solo dopo averla ribattezzata chicago pie (composta da un centimetro di pasta e almeno 5 centimetri di condimento), alle lasagne, che sino a ora ho incontrato solo una volta ma che per colpa delle quali ho perso completamente l’appetito per un pasto (e chi mi conosce bene puo` immaginare la portata di questa affermazione).
Passiamo poi alla categoria varie ed eventuali. Mentre le nostre mascotte (gli amatissimi pinguini) continuano a imperversare per le strade con ormai un`arroganza del tutto ingiustificata, mi torna in mente la chitarra che e` stata in mio possesso per ben 22 ore. Alcuni di voi erano anche stati interpellati in materia, ma in pratica si parla dell’acquisto di una chitarra blu-shocking frutto di una relazione fugace fra una chitarra acustica e una classica (e secondo me potrebbe anche esserci stato lo zampino di un basso…). Questa specie di aborto aveva inoltre la pregevole caratteristica di risultare scordata anche quando tutte le corde erano a due a due accordate: per questo motivo quindi e` stata prontamente restituita dopo neanche un giorno dall’inizio della nostra nuova vita (tra l’altro mi hanno restituito i soldi in contanti, quasi non ci credevo!).
Come dimenticare poi il nuovo gatto di cui siamo stati ospiti per 5 giorni, il quale, perdutamente innamorato di me, ogni notte veniva a bussare, o meglio a graffiare, alla mia porta nella speranza di qualche istante di amore. La soluzione cui sono ricorso penso sia facilmente immaginabile da tutti voi… Esatto!! Misteriosamente anche questo secondo gatto, dal secondo giorno di permanenza in casa, aveva un sacro terrore delle mie pantofole!! Ma cosa avranno mai di speciale?!
Potremmo poi parlare della sensazione che da` sapere che i tuoi coinquilini vogliono sposarsi a breve, e che lo stesso vuole fare un tuo collega. Sensazione amplificata e dovuta principalmente al fatto che tutti i suddetti hanno esattamente la mia eta`…! Ma su questo si potrebbe aprire un dibattito, e forse non e` il caso di approfondire.
Fra le cose che sono capitate a me invece segnalerei una mia completamente inaspettata presenza all’opera di Chicago per gustarmi il Barbiere di Siviglia: se la sensazione di sentire cantare in italiano (comunque non sempre comprensibile…) mentre tutti sono costretti a leggere i sottotitoli e` impagabile, seguire tutto il secondo atto senza cedere a un breve ma intenso pisolino puo` essere annoverato tranquillamente come 11ma missione in terra americana (e chi ha da cogliere colga).
Che dire poi del fatto che potro` andarmi a vedere il concerto di Police a moooolto meno dei 160 euro che chiesero a suo tempo in Italia, o dei locali dove imperversa un gradevolissimo blues-rock… Viva le grandi citta`!
Infine una perla della serie com’e` grande il mondo: uno dei migliori amici del mio mecenate greco ha organizzato la scorsa settimana un convegno a Budapest, invitando solamente un professore italiano. Immaginate un po` chi era questo professore… Mia madre! E oltrettutto e` strano che sia venuto fuori il discorso l’unica volta che l`ho visto prima che si svolgesse il convegno. Ah, la vita…
Che altro dire, penso di avervi annoiati assai anche per questo episodio, quindi evitero` lunghi saluti e romanticherie.
Statemi bene
Fede
16 Aprile 2008 at 4:21 pm
Difficile stare bene dopo quello che è successo in Italia…
Il Rivoluzionario Razionale