Buongiorno a tutti!
 
Visto che da piu parti mi si sollecita in resoconti piu o meno fedeli delle mirabolanti avventure della mia vita americana, ho ben pensato di annoiarvi tutti con un bel ritratto completo della stessa, prologo, epilogo e introduzione compresi, cosi nessuno avra piu nulla da ridire.
 
Per prima cosa no, non mi sono dimenticato che esistono gli accenti. Tuttavia qui non sono reputati abbastanza interessanti da essere inseriti nella tastiera, quindi passatemi almeno la rinuncia a piazzare imbarazzanti apostrofi qua e la.
 
Veniamo poi alle cose piu importanti, il cibo, ad esempio!
Per la prima volta in vita mia ho capito il significato dell`aggettivo “filtrata” affiancato alla parola acqua. E difficile spiegare la sensazione di lavarsi le mani e sentirsele ancora piu sporche di prima (e pensare che l’acqua sarebbe anche potabile…)! Altrettanto difficili da esplicitare, poi, sono i sentimenti che scaturiscono alla vista di cereali multicolore (per multicolore intendo anche arancione, blu, viola e verde), taniche di latte da quattro litri (anzi, da 1 gallone), insalate con la scadenza a distanza di un mese o centinaia di bottiglie di “olio” e “aceto” aromatizzate secondo le piu recondite perversioni. L’elenco sarebbe ancora lungo, ma non voglio monopolizzare l’attenzione su questo. Tecnicamente questo sarebbe il paese dei miei sogni, nel senso che non ho mai visto simili porzioni nei piatti dei ristoranti; tuttavia il cibo che cercano di cucinare (e ancora vivo in me il ricordo di una cena a un sud coreano) il piu delle volte e al livello dell’olio da motore, cosa che lo fa crollare in classifica.
 
Parliamo allora del fisico: francamente non riesco a capire come facciano gli americani a essere cosi grassi se poi gli tocca camminare quello che mi sta toccando in questi giorni… Per tutti voi volenterosi di visitare questo paese scordatevi di poter fare affidamento solo sui vostri piedi. Prendetevi una bici, una macchina, un triciclo o un aliante ma non sperate di potervela cavare senza l’aiuto di quale artificio.
 
I miei compagni di appartamento cinesi si sono poi rivelati essere una cinese (comunque…) e un russo. Il russo e particolarmente inquietante, ma penso che quello che mi inquieta dipenda piuttosto dalla mia sensibilita europea: pare che che qui sia normale stare tutto il giorno di fronte al pc e chattare da un divano all’altro. Il gatto di casa, poi, ha una particolare simpatia per me, forse c’e addirittura del sentimento, ma per fortuna ha anche un sacro terrore delle mie ciabatte (terrore cominciato casualmente dopo una breve chiacchierata quando in casa non c’era nessuno…).
 
Ovviamente il rispetto ambientale e meno di zero: case che sembrano degli altiforni anche se fuori i pinguini si scaldano sui cofani delle macchine, luci accese perennemente eccetera eccetera…
 
Geograficamente non penso di potermi definire a Chicago, visti i 20-30 minuti in treno che mi separano dal centro, ma penso sia un problema comune anche ad altre universita: oggi sono dovuto andare e tornare con il solo ausilio dei mezzi pubblici al campus della Northwestern University, da Hyde Park a Evanston. Date un’occhiata su google maps per capire la portata di questo piacevole viaggietto (per una riunione di un’oretta poi…)!
 
La citta comunque sembra proprio bella, anche se non posso dirvi molto perche sto aspettando di trovare qualcuno che se la voglia esplorare bene come me. Girovagare da solo fra i grattacieli non ti fa sentire cosi piccolo come farebbe se fosti in compagnia di qualcuno.
 
Che altro dire, il mio lavoro per ora resta ancora vago, e dei famigerati 50 $ per ora non se ne parla, ma vedremo cosa mi riserva il futuro!
 
Saluti
 
Fede