Buon giorno a tutti!!
Immagino già la vostra angoscia di fronte a questo prolungato silenzio… che fare senza il blog di Fede? Come investire quei lunghissimi pomeriggi di pioggia se quella affettuosa prosopopea venisse a mancare? Come colmare la miseria del mondo se non rendendosi conto che a questa non c’è limite? Ma non preoccupatevi, anch’io sono umano, e non pensavo certo di lasciarvi soli a lungo. La giustificazione è semplicemente dettata dall’accavallarsi di compleanni, corsi intensivi (un paio di giorni passati in apnea nei meandri dei dati panel e un trittico in rapida successione dedicato ai dati mancanti e alla multiple imputation) e corsi non intensivi (eh già, putroppo sono iniziati anche questi alla fine…).
Ma bando alle ciance, se volessi raccontarvi la mia vita per intero certo non riscuoterei tutto questo successo a livello sia nazionale che internazionale, che, forse, interplanetario (ma qui non vorrei allargarmi troppo). Veniamo allora ai piccoli eventi e dettagli che hanno arricchito quest’ultimo periodo (per onestà di cronaca alcuni sono antecedenti, ma voi comunque non potrete saperlo mai).
Prima di tutto mi sembra opportuno descrivervi un po’ meglio la meravigliosa e ridente cittadina che mi ospita. Southampton, metropoli urbana dalle dimensioni di Padova, si contraddistingue innanzitutto per la smodata profusione di monumenti con cui accoglie i turisti: mura medievali e massicce porte d’ingresso in città si alternano svettanti torri che ne caratterizzano l’inconfondibile panorama.
Certo, il fatto che si alternino una sola volta potrebbe far storcere il naso agli scettici, ma la città compensa tutto ciò con:
- un meraviglioso aeroporto internazionale, inutile se venite dall’Italia (a meno che non vi accontentiate di un volo settimanale che opera solo in estate e ha per meta Verona);
- uno sviluppatissimo porto (responsabile della sparizione delle spiagge [che però, a ben pensare, non penso avrei utilizzato comunque]) da cui potete raggiungere la leggendaria Isola di Wight in un paio d’ore (sono quasi 20 km…);
- un’avanzatissima rete ferroviaria di cui abbiamo già tessuto le lodi nelle puntate precedenti;
- una buona rete di autobus a percorsi “veloci” (una sola fermata a Winchester) per Londra e le grandi città, privati però della propria essenza velocipeda dal fatale e immancabile traffico per l’ingresso a Londra.
Oltre a tutto ciò, mi sentirei di inserire nei nostri monumenti anche i seguenti:
Southampton, infatti, potrebbe essere tranquillamente descritta come la piccola Grecia, oppure, a quanto dicono, anche come la mini Polonia. A voler guardare la realtà dei fatti, per una volta, confesso che a me di polacchi non sembra di vederne così tanti, ma di greci… Diciamo pure che se ancora non sventola il gonfalone ellenico sul municipio poco ci manca, e che questa è senza dubbio la lingua più parlata in città, almeno nell’ambiente studentesco. Per citare una statistica profondamente significativa, in casa mia la popolazione greca ha già raggiunto il 50%. Impressionante.
Nel nord della città, invece, si estende il quartiere dei figli dei fiori. Questo nomignolo quasi affettuoso deriva dal fatto che tutte le strade del quartiere prendono il nome da qualche fiore, ma è stato appositamente pensato per confondere gli ignari turisti. Lì, infatti, non è bene aggirarsi, soprattutto di notte, in quanto i suddeti vegeto-figli non sono altro che il prodotto (“collaterale” a detta degli inglesi) delle famose politiche pro-famiglie giovani del governo Tatcher. Questi, detti anche amichevolmente chav (PS: detti amicheveolmente da noi, non da loro, non sognatevi di andare da loro e con una pacca sulla spalla salutarli come chav), non sono altro che i figli di quei giovani che per mettere le mani sui ricchi sussidi governativi non ebbero migliore idea di metter su famiglia, senza poi, però, seguirla con le dovute attenzioni. Questo generò un paio di generazioni “collaterali”, ossia coetanee a quelle “ufficiali” ma non integrate con le stesse.
Ma la tempra della città, fortunatamente, non si fa certo scalfire da queste piccole situazioni di conflitto sociale. Ecco, da piccole situazioni come queste magari no, ma, per esempio, da qualche abbondante nevicata… ricorderete tutti questa foto, no?
Bene, tenendo conto che nel mezzo di tutto ciò a Southampton è nevicato solo un paio di giorni ci si aspetterebbe che, almeno qui, i problemi siano stati praticamente nulli. Illusi. Dovete sapere che non appena i primi fiocchi di neve cominciano a solcare il cielo la prima reazione che si ha in questa località è chiudere l’aeroporto. Così, preventivamente. Poi chiudono la rete ferroviaria (almeno quella diretta verso la costa sud dell’Inghilterra) e infine, per essere preparati nel caso la situazione peggiori, decidono che non si deve buttare sale sulle strade, perchè tanto quelle principali si puliscono con il passaggio delle macchine, e quelle non principali… beh, non sono principali!! La morale è che se mai doveste trovarvi da questa parte della Manica quando nevica sappiate che dal giorno successivo non potrete più contare sui servizi essenziali (gli autobus, per esempio, cambiano percorso, perchè non passano solo da strade principali), e che dovrete procurarvi un bel paio di ciaspole.Mi sembra poi doveroso fare due piccole parentesi sulle abitudini e regole di condotta della popolazione locale. La prima riguarda la ragione per cui lo scorso mercoledì avreste potuto trovarmi aggrappato al soffitto di camera mia con le unghie impiantate nel muro. Era un normalissimo mercoledì e io stavo pacificamente lavorando al pc da casa, quindi di fronte alla finestra che si affaccia sul cortile, ascoltando musica e completamente concentrato su come risolvere il problema che mi si proponeva in quei momenti (probabilmente, ma non vorrei peccare di modestia, la fame nel mondo). Improvvisamente, e senza nessuna avvisaglia, si schianta contro la finestra un ombra gigantesca che comincia a colpirla violentemente. La mia reazione, come capirete, è stata pari a quella di un gatto che viene svegliato di soprassalto… nella pratica, non si trattava altro che dello spazzolone telescopico di cui qui fanno grande uso per lavare le finestre! Dovete sapere, infatti, che qui moltissime case sono costruite in modo che, con mio grandissimo dolore, sia impossibile lavare i vetri esterni, e quindi ci si avvale di omini che dal piano terra si incaricano di lavarle tutte una volta ogni… ogni… ogni tanto. Non importa il piano in cui vi troviate (nel mio caso il terzo), loro e i loro magici spazzoloni risolveranno il problema!
La seconda chicca, invece, riguarda il temperamento e gli ordini ricevuti dai conducenti di autobus di questa città. Questa nobile stirpe, infatti, deve venire temprata più duramente dei giovani spartani e più astutamente dei più maliziosi napoletani, perchè non importa in che stato siate ridotti, che tempo ci sia fuori o che quello, in particolare, sia l’ultimo autobus, no, se loro hanno chiuso le porte sappiate che le uniche porte che vedrete riaprirsi saranno quelle dell’autobus successivo (se il caso lo concede). Non esiste il cordiale saluto di complicità che contraddistingue i conducenti italiani e il passeggero che sale col fiatone, no: voi non eravate alla fermata, quindi eravate in ritardo, quindi non sperate di ricevere compassione. Più volte ho visto gente trascinarsi a fatica nel mezzo di un diluvio, rincorrere l’autobus per diverse decine di metri, colpire la fiancata con borse della spesa per far percepire la loro presenza, aggrapparsi alla porta perchè, nonostante il semaforo fosse rosso, sapevano che non sarebbe successo, ma no, le porte non le ho mai viste riaprirsi.
Fra gli altri aneddoti il soprendente fatto che sono stato incaricato di tenere alcune lezioni di laboratorio per le matricole prima ancora di dover seguire una singola ora di lezione, il fatto che l’obbligo di dover seguire alcuni corsi dipenda solamente dalla mia spiccata sensibilità da professionista, e, come dimenticarlo, il fatto che il primo giorno di lezione mi sia trovato di fronte un professore che ci spiegava per filo e per segno come usare la punteggiatura: punti, due punti e virgole, chi più ne ha più ne metta! Per esempio, chi l’avrebbe mai detto che dopo i due punti i lettori tendano ad aspettarsi un elenco? E che dire del fatto che gli elementi di questo elenco dovrebbero essere separati da virgole? Oppure come sospettare che all’inizio di ogni frase ci vada la maiuscola? Come capirete le conoscenze erano così tante e così profonde che la mia partecipazione al succitato corso è stata da me messa in discussione per la mia palese inadeguatezza.
Come non raccontarvi, poi, di ASDA, la mia nuova stella polare nella spesa e nella vita di tutti i giorni? Questo gigantesco supermercato verde shocking, infatti, primogenito dell’atavica stirpe di Wal-Mart, offre la maggior parte dei prodotti per me necessari a condurre una vita sana e regolata (pizze, patatine, gelati e marshmallow principalmente) a prezzi talmente bassi che a volte mi sento in colpa quando approfitto delle offerte prendi 2 paghi 1. Ma non è tutto! Oltre al reparto alimentare, infatti, c’è un’ala altrettanto grande che si occupa di qualsiasi altro campo della vostra vita. Non sfidateli, qualsiasi. Bicicletta? C’è. Abbigliamento? C’è. Bricolage? C’è. Assi da stiro per mancini? Ci sono. E anche in quest’ala, sorprendentemente, i prezzi fanno impallidire Ikea e compagnia bella. Insomma, come nel caso di Rob con Waitrose (che peraltro apprezzo enormemente anch’io), si tratta di amore. Certo, non così articolato come quello del mio coinquilino Lawrence che di ASDA conosce tutti i segreti, le strategie e le offerte in modo da procacciarsi a pochi pence quello che nello stesso giorno a me era costato svariate sterline, ma è amore comunque.
Infine una breve carrellata degli eventi che hanno caratterizzato questi mesi:
| La serata d’inaugurazione della Nuova Guildhall, in cui veniva data licenza d’uccidere a una banda di piromani francesi |
| La gita a Wembley per vedere una scoppiettante e frizzante amichevole fra Inghilterra e Francia |
| La celebrazione del Capodanno cinese, con draghi e leoni che imperversavano per le strade e i centri commerciali della città |
| L’immancabile Bonfire night, in cui un fiume di pazzi muniti di torce invade le strade delle città (qui Winchester) per poi radunarsi e bruciare tutti assieme la casa del povero Guy Fawkes festeggiando a suon di fuochi d’artificio |
| Il grande concerto dei Belle e Sebastian nella gigantesca O2 Arena di Bournemouth |
| Il musical del Fantasma dell’Opera, qui fotografato di straforissimo |
That’s all folks!!
PS: sicuramente nessuno ci avrà fatto caso, ma in questa terza parte non abbiamo potuto goderci l’intervento di Rob… non preoccupatevi, per questa puntata lo immagineremo in lotta con un virus che ne ha precluso i contatti con il mondo, ma per il futuro tornerà fra noi, almeno così dice!











